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La sorpresa è la nuova Brawn sorta in un paio di mesi sulle ceneri della Honda. La delusione è la McLaren, lenta, impacciata, indecifrabile, regredita ai livelli della Force India cui fornisce i motori. La conferma è la Ferrari, sempre veloce in questi due mesi di test, anche se delicata come un cristallo. Tra 16 giorni il circo rimonta le tende a Melbourne, Australia, dopo la rivoluzione d'inverno che ha trasformato le monoposto e ridimensionato i bilanci per adeguarli alla crisi globale. Sentiremo termini nuovi o di ritorno: kers (sistema che recupera l'energia), slick (gomme lisce), flap mobili (sull'ala anteriore). Vedremo 20 monoposto con il muso a spazzaneve: orribile a vedersi, ma se davvero faciliterà i sorpassi nessuno si lamenterà. I tempi messi a segno ieri da Jenson Button e Rubens Barrichello a Montmelò sono straordinari.
Anche troppo. I miracoli non appartengono alla Formula 1, soprattutto se a compierli sono quelli che fino a una settimana fa ancora non avevano i soldi per correre. La Brawn è senz'altro un'ottima monoposto, la cui progettazione è cominciata due anni fa con l'arrivo dell'ex dt di Maranello, Ross Brawn. La Honda ha deciso di sacrificare l'ultimo campionato per presentarsi al via in gran forma nel 2009, però strada facendo si è arresa al crollo delle vendite e ha deciso di tagliare la F1. Brawn ha deciso di continuare il lavoro e ha presentato una vettura che nei primi tre giorni di vita ha macinato 1500 chilometri senza problemi gravi e ora cerca sponsor. Per trovare sponsor, bisogna andare forte. Per andare forte è sufficiente correre sotto peso (nei test è consentito). È probabile che la monoposto (già priva del kers, che pesa 30 chili) non avesse neppure troppa zavorra.
Più realistiche le prestazioni della Ferrari: ritmo e velocità assoluta sono buone, anche se è difficile sapere in quali condizioni girano gli avversari (assetti da qualifica o da gara, serbatoio più o meno carico). Rimane l'incognita affidabilità: la F60 ha avuto qualche guaio tecnico di troppo, il kers funziona ma un paio di volte si è surriscaldato, il circuito idraulico ha avuto una perdita mercoledì. In gara sarebbero stati altrettanti ritiri, ma i tecnici del Cavallino hanno una decina di giorni per trovare le soluzioni. Ben altre le problematiche della McLaren: la Mp4-24 è nata male, come dimostrano gli innumerevoli tentativi finora infruttuosi di migliorarne l'aerodinamica. Ieri il campione del mondo Lewis Hamilton ha percorso 70 giri, contro i 92 di Felipe Massa (6º tempo)e i 110 di Barrichello, segnando l'ottava prestazione di giornata, a 2 secondi dalla Brawn e 2 decimi dalla Ferrari. Meglio, molto meglio la Bmw.
Ieri Robert Kubica ha lavorato sulla quantità: simulazione di gara, test di affidabilità, 134 giri a fine giornata, 7º tempo ottenuto in configurazione da gara. Il precampionato della casa bavarese è stato buono, ma senza grandi acuti. Il kers ha dato qualche preoccupazione e i piloti probabilmente si aspettavano qualcosa in più per avvicinare la Ferrari. Stesso discorso per la Renault. Fernando Alonso non brilla per ottimismo: «Un anno fa di questi tempi eravamo messi peggio, però tre squadre sono più veloci di noi (Ferrari, Brawn e Bmw, ndr). Bene anche la Toyota, che ha interpretato al limite le nuove sul regolamento. E anche oltre il limite, a sentire Flavio Briatore, che accusa i giapponesi, la Williams e la Bmw di aver adottato un diffusore «contro lo spirito del regolamento». Kubica ha replicato serafico: «Se una monoposto è irregolare, non gareggia». La Federazione indaga. L'importante è che tutti i concorrenti si presentino a posto ai controlli del giovedì a Melbourne. Da 'LA STAMPA.it'.
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